Politica Monetaria – Definizione e Significato

Da quando è stato abbandonato il baratto, la moneta ha assunto un rilievo di primaria importanza nel funzionamento
delle economie: perché funge da mezzo di scambio (si comprano beni o servizi fornendo in compenso moneta), da unità
di conto (consente cioè di fissare un prezzo per ciascun prodotto), da riserva di valore (tende a mantenere nel tempo il
proprio potere d’acquisto, per cui chi la detiene sa che potrà utilizzarla in futuro per fare acquisti).

La moneta svolge dunque un ruolo fondamentale per il funzionamento del motore economico. Non è sbagliato dire che
per le economie non fondate sul baratto essa svolge una funzione analoga a quella della benzina per i motori delle autovetture: senza moneta, le economie moderne si fermano, non si produce, né si consuma.
Perché tuttavia la moneta possa svolgere le sue funzioni efficacemente, è necessario che essa venga fornita in modo corretto: se tutti potessero stampare moneta, essa non potrebbe svolgere le tre funzioni che la rendono tanto importante per
il funzionamento dei sistemi economici. Per questo motivo, la gestione della moneta viene attribuita in esclusiva a un
unico soggetto, la Banca Centrale, la quale esercita questa sua competenza in funzione di determinati obiettivi e per
mezzo di particolari strumenti. L’insieme degli obiettivi e degli strumenti in funzione e tramite i quali la Banca Centrale
agisce costituisce l’ossatura di quella che viene comunemente denominata politica monetaria.

Nell’ambito dell’Unione Monetaria, il principale obiettivo di politica monetaria perseguito dall’Eurosistema, ossia dall’insieme delle Banche Centrali nazionali dei 12 Paesi che hanno finora adottato l’euro più la Banca Centrale Europea, è
il mantenimento della stabilità dei prezzi nel medio periodo, secondo quanto previsto all’articolo 105, 1^ comma del
Trattato di Maastricht.

Questo, tuttavia, non è l’unico obiettivo che deve perseguire la politica monetaria dell’Uem: fatto salvo il suo raggiungimento, l’Eurosistema è tenuto anche a sostenere le politiche economiche generali dell’Unione al fine di contribuire alla
realizzazione degli obiettivi dell’Unione stessa definiti all’articolo 2 del Trattato, tra cui: uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche; un elevato livello di occupazione e di protezione sociale; una crescita sostenibile e non inflazionistica; il miglioramento del tenore e della qualità della vita; la coesione economica e sociale e la
solidarietà tra gli Stati membri.

La politica monetaria europea non deve invece perseguire nessuno specifico obiettivo di cambio: il tasso di cambio dell’euro è, in altre parole, il risultato della combinata azione della politica monetaria e delle altre politiche economiche
dell’Unione, ciascuna delle quali ha propri obiettivi specifici.
Con riguardo all’obiettivo principale della politica monetaria, l’Eurosistema non si è limitato a darne un definizione generica, ma l’ha dotata di contenuto specifico: si ha stabilità dei prezzi quando l’aumento sui 12 mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo per l’area dell’euro è inferiore, ma prossimo al due per cento. Ciò implica che un tasso di inflazione sensibilmente inferiore a questa soglia non è compatibile con questo obiettivo.

Quali sono gli strumenti dei quali l’Eurosistema si è dotato per il perseguimento dei propri obiettivi di politica monetaria? Sono tre principalmente: le operazioni sul mercato aperto, le operazioni su iniziativa delle controparti, e il sistema
di riserva obbligatoria.
Tramite le operazioni di mercato aperto, l’Eurosistema controlla i tassi di interesse a breve termine, gestisce le condizioni di liquidità del mercato monetario e segnala gli orientamenti di politica monetaria. Le operazioni su iniziativa delle controparti hanno la funzione di fornire e assorbire liquidità overnight e indicare in termini generali le intenzioni che
nel medio periodo ispirano la condotta di politica monetaria. La riserva obbligatoria ha soprattutto la funzione di stabilizzare i tassi di interesse del mercato monetario e di creare o ampliare un fabbisogno strutturale di liquidità.