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Come Diventare Animatore Turistico

L’articolo 7 della Legge n. 135/2001, abrogata dal D.Lgs n. 79/2011, definisce come professioni turistiche quelle che organizzano e forniscono servizi di promozione dell’attività turistica, nonché servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e guida dei turisti. L’animatore turistico, in particolare, organizza attività ricreative, sportive, ludiche e artistiche per intrattenere gli ospiti presenti in strutture vacanziere: villaggi turistici, alberghi, navi da crociera, campeggi e stabilimenti balneari.
Può specializzarsi in una determinata funzione (per esempio istruttore sportivo o responsabile di laboratori artistici), ma deve essere in grado di svolgere attività diverse quando richiesto. Deve essere predisposto ai rapporti interpersonali e possedere doti artistiche e abilità sportive.
Si tratta di una professione coinvolgente e impegnativa, con un orario di servizio molto esteso: l’animatore deve essere a disposizione degli ospiti per la maggior parte della giornata.

Formazione
Per esercitare la professione di animatore turistico non è necessario possedere un titolo di studio specifico: è sufficiente il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Trattandosi di una professione che si svolge nell’ambito del turismo, è indispensabile invece avere una buona conoscenza sia scritta sia parlata di almeno una tra le seguenti lingue straniere: francese, inglese, spagnolo e tedesco.
Può risultare utile frequentare un corso di formazione professionale. Attualmente, in Italia, l’offerta formativa pubblica è piuttosto carente. Alcune regioni organizzano corsi di formazione, che rilasciano attestati di qualifica riconosciuti legalmente. La durata può variare dalle 500 alle 700 ore e la frequenza è obbligatoria. A conclusione del corso può essere previsto uno stage pratico oppure un periodo di tirocinio.
Generalmente anche i tour operator e le agenzie di animazione organizzano corsi e stage di preparazione per i candidati che abbiano superato la prima selezione in vista della stagione lavorativa. In alcuni casi è prevista la partecipazione alle spese da parte dei selezionati.
Poiché all’animatore turistico sono richieste competenze e capacità in ambito artistico e sportivo, sarebbe opportuno frequentare anche corsi di ballo, canto e recitazione, oltre a conseguire un brevetto sportivo.

Accesso alla professione
Per trovare lavoro come animatore è necessario proporre la propria candidatura ai tour operator o alle varie agenzie di animazione. In genere le selezioni avvengono entro il mese di marzo per la stagione estiva ed entro il mese di ottobre per quella invernale. E’ necessario rendersi disponibili al lavoro per almeno quattro mesi consecutivi.
L’animatore turistico è inquadrato come lavoratore dello spettacolo ed è quindi soggetto all’obbligo di iscrizione all’ENPALS – Ente Nazionale Previdenza Lavoratori dello Spettacolo). La tipologia di contratto più frequente è di tipo subordinato a tempo determinato, perché di fatto questo professonista è impiegato in strutture che svolgono attività di tipo stagionale.
Con l’esperienza, l’animatore dei villaggi turistici può aspirare a diventare caposervizio animazione e poi coordinatore delle attività di animazione. La qualifica più alta è quella di capo-villaggio, che è il manager specifico che svolge compiti più complessi sia per mansioni sia per responsabilità.
Per ulteriori informazioni, consulta anche la scheda orientativa Lavorare nei villaggi turistici.