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Come Trovare Lavoro a Bangkok

Il periodo attuale non è certamente uno dei migliori, con un tasso di disoccupazione giovanile in costante aumento, che mai sembra ridursi e tante famiglie sono costrette a farsi i conti in tasca per poter sopravvivere. In periodi di crisi economica come questo, una delle vie più battute per cercare una speranza per vivere bene è sempre stata l’emigrazione. Basti ricordare lo spostamento in massa che ci fu dall’Italia verso la Germania che si stava rialzando e ricostruendo dopo i conflitti della seconda guerra mondiale. Ai giorni nostri le cause sono ben diverse rispetto ad allora, ma non certamente meno gravi. Tante sono le famiglie al lastrico ed i giovani disoccupati che cercano un lavoro all’estero per vivere bene e le mete sono sempre diversificate. Una di quelle che ha acquistato fama nell’ultimo ventennio è senza dubbio la Thailandia, terra dal gusto esotico, che sta vivendo in questi anni una delle più forti espansioni economiche di tutto il sud est asiatico. Vediamo allora in questa guida come cercare lavoro a Bangkok, capitale della Thailandia.

Innanzitutto è opportuno partire con la cognizione che la Thailandia gode di una politica molto severa per quanto riguarda l’immigrazione e le aziende preferiscono sempre e comunque cittadini thailandesi come impiegati rispetto agli immigrati. Ciò è dovuto alla maggiore richiesta di incartamenti che le aziende sono obbligate ad espletare per l’ingaggio di un cittadino non thailandese. Uno tra i quali, il Work Permit, ossia il permesso che emette il ministero del lavoro per consentire di svolgere le mansioni lavorative al dipendente non thailandese, è molto costoso ed ha una lunga decorrenza. Sempre dal punto di vista economico, le aziende sono costrette dal ministero a mantenere una soglia minima per il salario agli immigrati, circa 40.000 baht (circa mille euro) ben più alta rispetto a quello dedicato ai residenti, cosa che ovviamente scoraggia l’immigrazione. A rendere più complicate le cose, c’è anche la lunga lista di lavori vietati dal ministero agli immigrati, quali quelli manuali (muratore, agricoltore, falegname), quelli d’ufficio (avvocato, giurista) ed altri appartenenti ad altre sfere (gioielliere, pescatore, guida turistica).

La chiave vincente è quella di inventarsi un lavoro che in Thailandia è difficile reperire e quindi rendersi unici ed insostituibili dai concorrenti asiatici. L’Italia è all’avanguardia per quanto concerne la cucina, sicuramente molto diversa da quella del sud est asiatico, per cui il lavoro di cuoco in ristoranti italiani è una soluzione di partenza più che ottima. Anche il traduttore dall’inglese all’italiano, o l’insegnante di lingue è un lavoro molto richiesto.2È opportuno non farsi cogliere impreparati dal posto e non porre ostacoli tecnici tra il lavoro e noi stessi. Se si vogliono maggiori chance di trovare subito un buon impiego, l’ostacolo maggiore da sormontare è la lingua. Sapere l’inglese è quasi d’obbligo, anche per comunicare con persone non thailandesi, ma per avvantaggiarsi maggiormente, è opportuno conoscere il thailandese prima di partire, cosa che permette di guadagnare punti. Conoscere le zone, prima di compiere il trasferimento definitivo potrebbe essere un espediente per far conoscenza anche di persone chiave che possono permettere un impiego più rapido. Per cui se si ha la possibilità, un viaggio preventivo (fino ad un massimo di 3 mesi, limite consentito dalla legge thailandese) può essere un buon appiglio per trovare dei contatti. Il costo della vita e dei trasporti è molto basso, per cui lunghi periodi di soggiorno sono più facili da intrattenere a Bangkok rispetto che ad una capitale europea. Esistono anche diversi siti di annunci per lavorare in Thailandia, che fanno da appoggio a chi, entro i limiti descritti sopra, vuole provare esperienze lavorative nella capitale.

Essendo un paese in veloce espansione, la richiesta di lavoro non manca Senza dubbio la politica per quanto concerne l’immigrazione è parecchio restrittiva e punta ad offrire maggiori opportunità ai nativi, piuttosto che agli immigrati, ma ciò non deve demoralizzare
È sufficiente armarsi di una buona conoscenza delle lingue e rendersi unici agli occhi degli imprenditori.