Come Funziona la Cassa Depositi e Prestiti

La Cassa Depositi e Prestiti nasce prima come Ente pubblico, per poi trasformarsi in Società per Azioni con l’applicazione del D.L.30 settembre 2003 N. 269.
L’intento principale è stato quello di garantire una maggiore autonomia del capitale sociale che è controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (70%) e da numerose fondazioni bancarie per il restante 30%.
Quest’organismo sviluppa la sua attività tramite due rami d’azienda: la gestione separata e la gestione ordinaria.
Per gestione separata s’intendono tutte quelle azioni mirate al finanziamento attraverso investimenti da parte dello Stato e di Enti pubblici tra cui le Regioni, attingendo dal risparmio postale che è in continua crescita. La gestione ordinaria invece, finanzia le infrastrutture per la fornitura di servizi pubblici, tramite l’emissione di titoli come le Obbligazioni che sono garantite dallo Stato contrariamente al risparmio postale.
In pratica, la Cassa Depositi e Prestiti è un sistema di raccolta e gestione del risparmio, rappresentato dalle Poste per il sistema pubblico analogo a quello per l’erogazione di prestiti personali basato sui principi del sistema bancario e l’utilizzo di strumenti finanziari quali conti correnti, mutui, fidi ecc…

La correttezza dell’attività della Cassa è garantita dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza. Quest’organo collegiale previsto dalla Costituzione, si occupa dei disegni di legge ed è formato da membri parlamentari in numero proporzionale ai diversi gruppi politici.

La Cassa Depositi Prestiti da ieri ai giorni nostri.

Nel 1850 nasce a Torino come Banca per la raccolta di depositi da cittadini privati per poi intraprendere l’attività di finanziamento, degli Enti Pubblici, grazie ad un Regio Decreto.
Nel 1863, con l’Unità d’Italia, la Cassa Depositi e Prestiti sposta la propria sede da Firenze a Roma.
Evoluzione e nascita di nuovi strumenti di raccolta di risparmio.
Nel 1875 nascono i primi libretti di risparmio postale.
Nel 1896 vengono emesse le Cartelle che rappresentano i primi Titoli di Stato creati per far fronte al deficit degli Enti Pubblici Locali. Verranno poi istituiti gli attuali BOT e CCT.
Nel 1924 è il momento dei Buoni Fruttiferi che raccolsero anche gli investimenti più piccoli.
Nel 1898 diventa da istituto bancario a una Direzione Generale del Ministero del Tesoro e con la Legge 197/83 del 1983 ed la Legge 68/93, acquisisce una propria Personalità Giuridica.
Il 1° gennaio 2006 si ha l’incorporazione della società Infrastrutture S.p.A., creata nel 2002 dalla stessa Cassa Depositi e Prestiti, per il finanziamento e la realizzazione di imponenti opere pubbliche ed infrastrutture.
Pur essendo un organismo non troppo conosciuto, nel 2009 è riuscita a concedere prestiti alle piccole e medie imprese mediante le banche. Sono almeno 53mila le imprese che hanno ricevuto in media 150mila euro ognuna. Ulteriori 2 miliardi di euro sono stati stanziati per quelle aziende che vantavano un credito nei confronti della pubblica amministrazione.

Negli ultimi anni ed in seguito alla crisi economica la Cassa Depositi e Prestiti è chi la amministra, sono stati al centro di numerose questioni.
La politica perseguita, sembra invece non andare in una precisa direzione attuando scelte che favoriscono certi interessi di particolari lobby.

Il capitale della CDP ammonta a 3,5 miliardi di euro e rappresenterà il principale strumento di intervento pubblico nell’economia attuale italiana. Il suo portafoglio di partecipazioni è costituito dal 26% dell’Eni, il 30% di Terna e il 90% del Fondo strategico. Nei giorni scorsi la Cdp, ha concluso il trasferimento dell’intera partecipazione detenuta dallo Stato nelle società Fintecna, Sace e Simest, avvalendosi del diritto di opzione da parte della stessa Cdp. Le quote cedute, sono rispettivamente pari al 100% del capitale di Fintecna e Sace e al 76% circa di quello di Simest.

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